Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. ISAIA 53,5

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Il manifesto dei percorsi affisso per le vie della città, nelle parrocchie, rettorie, confraternite, associazioni cattoliche e altri luoghi pubblici contiene un qr-code.

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Cliccando sul link potete scaricare sul vostro cellulare il pdf contenente l’elenco dei percorsi delle processioni penitenziali della Settimana Santa e l’orario indicativo di percorrenza per ciascuna via.

PERCORSI DELLE PROCESSIONI PENITENZIALI 2026


VENERDI’ SANTO 2026
SABATO SANTO 2026

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV
PER LA PASQUA 2026

Fratelli e sorelle,
Cristo è risorto! Buona Pasqua!

Da secoli la Chiesa canta con esultanza l’avvenimento che è origine e fondamento della sua fede: «Il Signore della vita era morto / ma ora, vivo trionfa. / Sì, ne siamo certi: / Cristo è davvero risorto. / Tu, Re vittorioso, / abbi pietà di noi» (Sequenza di Pasqua).

La Pasqua è una vittoria: della vita sulla morte, della luce sulle tenebre, dell’amore sull’odio. Una vittoria a carissimo prezzo: il Cristo, il Figlio del Dio vivente (cfr Mt 16,16) ha dovuto morire, e morire su una croce, dopo aver subito un’ingiusta condanna, essere stato schernito e torturato, e aver versato tutto il suo sangue. Come vero Agnello immolato, ha preso su di sé il peccato del mondo (cfr Gv 1,29; 1Pt 1,18-19) e così ci ha liberati tutti, e con noi anche il creato, dal dominio del male.

Ma come ha vinto Gesù? Qual è la forza con cui ha sconfitto una volta per sempre l’antico Avversario, il Principe di questo mondo (cfr Gv 12,31)? Qual è la potenza con cui è risorto dai morti, non ritornando alla vita di prima, ma entrando nella vita eterna e aprendo così nella propria carne il passaggio da questo mondo al Padre?

Questa forza, questa potenza è Dio stesso, Amore che crea e genera, Amore fedele fino alla fine, Amore che perdona e riscatta.

Cristo, nostro «Re vittorioso», ha combattuto e vinto la sua battaglia con l’abbandono fiducioso alla volontà del Padre, al suo disegno di salvezza (cfr Mt 26,42). Così ha percorso fino alla fine la via del dialogo, non a parole ma nei fatti: per trovare noi perduti si è fatto carne, per liberare noi schiavi si è fatto schiavo, per dare la vita a noi mortali si è lasciato uccidere sulla croce.

La forza con cui Cristo è risorto è totalmente non violenta. È simile a quella di un chicco di grano che, marcito nella terra, cresce, si apre un varco tra le zolle, germoglia e diventa una spiga dorata. È ancora più simile a quella di un cuore umano che, ferito da un’offesa, respinge l’istinto di vendetta e, pieno di pietà, prega per chi lo ha offeso.

Fratelli e sorelle, questa è la vera forza che porta la pace all’umanità, perché genera relazioni rispettose a tutti i livelli: tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le nazioni. Non mira all’interesse particolare, ma al bene comune; non vuole imporre il proprio piano, ma contribuire a progettarlo e a realizzarlo insieme agli altri.

Sì, la risurrezione di Cristo è il principio dell’umanità nuova, è l’ingresso nella vera terra promessa, dove regnano la giustizia, la libertà, la pace, dove tutti si riconoscono fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre che è Amore, Vita, Luce.

Fratelli e sorelle, con la sua risurrezione il Signore ci mette ancor più potentemente di fronte al dramma della nostra libertà. Davanti al sepolcro vuoto possiamo riempirci di speranza e di stupore, come i discepoli, o di paura come le guardie e i farisei, costretti a ricorrere a menzogna e sotterfugio pur di non riconoscere che colui che era stato condannato è davvero risorto (cfr Mt 28,11-15)!

Nella luce della Pasqua, lasciamoci stupire da Cristo! Lasciamoci cambiare il cuore dal suo immenso amore per noi! Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo!

Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti. Indifferenti alla morte di migliaia di persone. Indifferenti alle ricadute di odio e divisione che i conflitti seminano. Indifferenti alle conseguenze economiche e sociali che essi producono e che pure tutti avvertiamo. C’è una sempre più marcata “globalizzazione dell’indifferenza”, per richiamare un’espressione cara a Papa Francesco, che un anno fa da questa loggia rivolgeva al mondo le sue ultime parole, ricordandoci: «Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!» (Messaggio Urbi et Orbi, 20 aprile 2025).

La croce di Cristo ci ricorda sempre la sofferenza e il dolore che circondano la morte e lo strazio che essa comporta. Tutti abbiamo paura della morte e per paura ci voltiamo dall’altra parte, preferiamo non guardare. Non possiamo continuare ad essere indifferenti! E non possiamo rassegnarci al male! Sant’Agostino insegna: «Se hai paura della morte, ama la risurrezione!» (Sermo 124, 4). Amiamo anche noi la risurrezione, che ci ricorda che il male non è l’ultima parola, perché è stato sconfitto dal Risorto.

Egli ha attraversato la morte per donarci vita e pace: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14, 27). La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi! Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore! Per questo, invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui in piazza san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile.

In questo giorno di festa, abbandoniamo ogni volontà di contesa, di dominio e di potere, e imploriamo il Signore che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male. Al Signore raccomandiamo tutti i cuori che soffrono e attendono la vera pace che solo Lui può dare. Affidiamoci a Lui e apriamogli il nostro cuore! Solo Lui fa nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5)!

Buona Pasqua!

www.settimanasantainpuglia.it

I RITI PROCESSIONALI

VENERDI’ SANTO
PROCESSIONE DI MARIA SS.MA ADDOLORATA (mattina)

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La processione di Maria SS.ma Addolorata segna l’inizio dei riti della Settimana Santa coratina e rappresenta un momento di profonda spiritualità e devozione. Essa è organizzata dalla Confraternita San Giuseppe.

Il rito processionale è preceduto, alle ore 04:00, da un momento di preghiera che si svolge all’interno della chiesa San Giuseppe ed è riservato ai soli confratelli, consorelle e devoti-portatori della Confraternita San Giuseppe. Nel contempo all’esterno, sul piazzale antistante, si radunano centinaia di fedeli che attendono l’uscita della processione.

Alle ore 04:50 i rintocchi della troccola, sette in ricordo dei sette dolori di Maria, annunciano l’uscita della processione con la croce penitenziale recante i segni della passione di Cristo seguita dalle consorelle, dai devoti-portatori e dai confratelli.

Alle ore 05:00 il simulacro dell’Addolorata, statua lignea a manichino che risale alla prima metà del 1800, varca il piccolo portone della chiesa e inizia il suo lento e lungo pellegrinaggio per le vie della città.
Durante il percorso processionale, che cambia ogni anno, si vivono tre momenti di preghiera, uno nel quartiere parrocchiale di San Giuseppe e gli altri due nei quartieri parrocchiali attraversati dalla processione, presieduti dai rispettivi parroci.

Alle ore 10:30 la processione dell’Addolorata rientra nella chiesa San Giuseppe.

PROCESSIONE DEI MISTERI (pomeriggio e sera)

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Alle ore 18:00, sempre dalla chiesa San Giuseppe, si snoda la processione dei Misteri annunciata dal suono stridente della troccola e dal gonfalone nero. La processione dei Misteri, che si svolge sin dalla metà del 1600, è formata da nove statue ognuna portata in processione da un’associazione cattolica o da una confraternita. L’ordine della processione è il seguente:

  1. Gesù nel Getsemani (associazione cattolica gerardina);
  2. San Pietro (associazione cattolica Santa Bernadette e Confraternita Misericordia);
  3. Gesù alla colonna (Confraternita SS.mo Sacramento e Confraternita del Purgatorio);
  4. Gesù alla canna (Arciconfraternita Santa Maria Greca);
  5. Gesù caricato della croce (Confraternita del SS.mo Rosario. Un confratello, nei panni del Cireneo, precede il simulacro trascinando a spalla una croce in legno);
  6. La Veronica (Confraternita Maria SS.ma del Carmine);
  7. Gesù crocifisso (Confraternita Maria SS.ma Immacolata);
  8. Gesù morto (associazione cattolica Madonna del Pozzo e confratelli della Confraternita San Giuseppe);
  9. L’Addolorata (consorelle e devoti-portatori della Confraternita San Giuseppe).
    Tre delle nove statue, tutte in legno di tiglio policromo scolpite e dipinte, risalgono al 1600 e precisamente le statue di Gesù caricato della croce e Gesù morto (1630 – 1650) e quella di San Pietro (seconda metà del 1600).

Alle ore 21:00 circa inizia il caratteristico “percorso a luci spente” lungo i dedali del borgo antico. La processione, in questo tratto, diventa particolarmente lenta grazie al passo cadenzato portato dai confratelli, consorelle e devoti-portatori.
I balconi delle abitazioni sono addobbati dalla Pro Loco Quadratum con i segni caratteristici della pietà popolare coratina (croci e lenzuola bianche con segno di lutto), le luci della pubblica illuminazione rimangono spente e i vicoli sono illuminati solamente dalla luce fioca dei lumini posizionati sui balconi e cornicioni e dalle candele che vengono portate in processione dai partecipanti.

Alle ore 22:00 la processione raggiunge nuovamente la chiesa San Giuseppe dove, sul piazzale antistante, ha luogo la Via Crucis cittadina, presieduta dal coordinatore zonale e animata, di anno in anno, o dalle comunità parrocchiali o da alcune realtà associative locali.
Al termine di ogni stazione, il rispettivo simulacro rientra in chiesa.
Il rito si conclude alle ore 23:30 circa.

Alla processione dei Misteri partecipano, oltre a tutte le confraternite ed associazioni cattoliche cittadine, anche le autorità civili e militari tant’è che la statua di Gesù morto è scortata da due Carabinieri in G.U.S. e da due agenti di polizia, mentre la statua dell’Addolorata è scortata da due vigili urbani.

SABATO SANTO PROCESSIONE DI MARIA SS.MA DELLA PIETA’ (mattino)

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Alle ore 06:50 dalla chiesa di Santa Maria Greca ha inizio la processione della Pietà, la cui statua risale al periodo compreso tra il 1875 ed il 1899. L’uscita della processione è preceduta, alle ore 06:30, da un momento di preghiera animato dai confratelli, dalle consorelle e dai devoti-portatori.

Alle ore 11:30 la processione attraversa Via Luisa Piccarreta, stradina del centro storico limitrofa alla chiesa Santa Maria Greca, laddove la statua sosta, per diversi minuti, dinanzi alla casa – museo della Serva di Dio Luisa Piccarreta per vivere un momento di preghiera molto sentito e partecipato da tutta la cittadinanza.

Alle ore 12:00 la processione fa rientro in chiesa

MARCE FUNEBRI

Nel nostro lettore potrete ascoltare 29 Marce Funebri eseguite dalla Banda città di Corato “Raffaella Miglietta” diretta dal Maestro Giorgio Loiodice. Ringraziamo Antonio Amenduni, Vincenzo Jurilli, Evaristo Pancaldi, Amedeo Vella, Nino Ippolito, Angelo Lamanna, Luigi Cirenei, Gennaro Sibilano, Luigi Ingo, Enrico Petrella, Pasquale Quatrano, Evaristo Pancaldi, Antonio Albanese, Antonio Cece, Roberto Bartolucci, Giovanni Picca, Giuseppe Bellissario, Pasquale Vilella, Raffaelle Miglietta, compositori di alcuni dei brani presenti nella pagina.

FOTO GALLERY

Un sentito ringraziamento a Elisa Arbore per le foto dei riti della Settimana Santa a Corato, che catturano l’essenza di questa tradizione e arricchiscono il nostro sito.

VIDEO GALLERY

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